{"id":188,"date":"2014-10-17T12:06:13","date_gmt":"2014-10-17T10:06:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/?page_id=188"},"modified":"2024-06-15T21:08:26","modified_gmt":"2024-06-15T19:08:26","slug":"prevenzione-e-bonifica-degli-impianti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/prevenzione-e-bonifica-degli-impianti\/","title":{"rendered":"Prevenzione e Bonifica degli impianti"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Negli ultimi tempi stiamo assistendo al moltiplicarsi di iniziative volte ad affrontare il problema sempre pi\u00f9 complesso dello&nbsp;sviluppo biologico all&#8217;interno delle reti di distribuzione idriche e alle implicazioni di carattere sanitario che da esso prendono origine.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Le iniziative vedono il convergere di interventi da parte degli enti preposti al monitoraggio della qualit\u00e0 dell&#8217;acqua, degli enti gestori preposti alla distribuzione dell&#8217;acqua al consumo umano, nonch\u00e9 dei consumatori finali sempre pi\u00f9 attenti alla qualit\u00e0 dell&#8217;acqua distribuita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/24-Legionella-Stop.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-265 alignleft\" src=\"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/24-Legionella-Stop.jpg\" alt=\"24 - Legionella Stop\" width=\"314\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/24-Legionella-Stop.jpg 830w, https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/24-Legionella-Stop-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/24-Legionella-Stop-226x150.jpg 226w, https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/24-Legionella-Stop-150x99.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 314px) 100vw, 314px\" \/><\/a>In particolare, l&#8217;attenzione delle autorit\u00e0 sanitarie si \u00e8 andata sempre pi\u00f9 accentrando sulle possibili patologie derivanti dalle diverse specie batteriche in grado di colonizzare i sistemi idrici e si \u00e8 concretizzata nell&#8217;elaborazione di un documento &#8220;Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi&#8221; (pubblicato nel 2000 dal ministero della Sanit\u00e0) volto a definire le procedure per la determinazione del batterio della <em>Legionella Pneumophila<\/em> nonch\u00e9 le tecniche per la bonifica delle reti di distribuzione acqua sanitaria contaminate.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Gli enti gestori degli acquedotti, per un altro verso, stanno compiendo quotidianamente notevoli sforzi, spesso con considerevoli investimenti finanziari, al fine di garantire al consumatore finale un&#8217;acqua salubre e pulita in accordo ai valori di parametro previsti dal recente Dl 31\/01 che disciplina la qualit\u00e0 delle acque destinate al consumo umano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">D&#8217;altro canto l&#8217;acqua potabile non \u00e8 certamente un sistema sterile dal punto di vista microbiologico, quanto piuttosto un sistema vivo caratterizzato dalla presenza di microrganismi in grado di&nbsp; sopravvivere ai comuni trattamenti di potabilizzazione e alle scarse fonti di nutrimento presenti all&#8217;interno delle reti idriche e di colonizzare le tubazioni di distribuzione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In questi ambienti la maggior parte dei batteri possiede una spiccata tendenza ad aderire alle diverse superfici e ad interagire con i principali materiali utilizzati per le tubazioni di distribuzione organizzandosi in formazioni biotiche consistenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Inoltre, se le condizioni ambientali risultano idonee, il processo di accrescimento pu\u00f2 avvenire in tempi rapidi e dar luogo alla formazione di biofilm, ovvero di una struttura complessa, a matrice organica, di consistenza viscosa e gelatinosa, in grado di offrire ai microrganismi stessi una valida protezione dall&#8217;azione dei disinfettanti tradizionali.All&#8217;interno di questi biofilm \u00e8 generalmente possibile isolare virus, lieviti, muffe, alghe, protozoi e batteri nonch\u00e9 i sottoprodotti derivanti dai rispettivi processi metabolici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nelle reti di distribuzione acqua potabile i microrganismi generalmente sono presenti in concentrazioni trascurabili e comunque non tali da presentare un problema per il consumatore; ben pi\u00f9 pericolose sono quelle situazioni in cui questi microrganismi, seppur in concentrazioni modeste, vengono introdotti all&#8217;interno dei circuiti di distribuzione acqua sanitaria, dei circuiti di condizionamento e umidificazione ovverosia in tutti quegli impianti idrici che rappresentano veri e propri &#8220;bacini artificiali&#8221; in grado di promuoverne l&#8217;accrescimento e il rapido sviluppo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Di particolare interesse per la sua caratteristica di agente eziologico, in grado di provocare una grave forma di polmonite acuta definita &#8220;malattia del legionario&#8221;, \u00e8 il batterio della <em>Legionella Pneumophila<\/em>. L&#8217;episodio che diede l&#8217;avvio alle ricerche ed alle sperimentazioni sul batterio risale al 1976; in occasione di un raduno di ex-legionari del Vietnam tenutosi presso l&#8217;Hotel Stratford a Philadelphia 221 dei 4400 partecipanti all&#8217;evento contrassero una grave forma di infezione polmonare il cui esito risult\u00f2 fatale per 34 ex-legionari.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Gli studi che ne seguirono accertarono che la causa dell&#8217;infezione era un batterio cui&nbsp; venne dato il nome di <em>&#8220;Legionella Pneumophila&#8221;<\/em> e che l&#8217;infezione era stata contratta per inalazione, sotto forma di aerosol, di particelle d&#8217;acqua infette.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Inizialmente l&#8217;attenzione venne posta sugli impianti di climatizzazione ed in particolare sui circuiti di umidificazione con recupero parziale. Questi ultimi sono caratterizzati dalla presenza di rampe di ugelli per nebulizzare l&#8217;acqua all&#8217;interno del flusso d&#8217;aria.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Le attuali conoscenze confermano che il batterio della <em>Legionella Pneumophila<\/em> pu\u00f2 essere isolato in circuiti simili ed impone adeguati trattamenti di disinfezione dell&#8217;acqua di alimentazione mediante il dosaggio di biocidi non volatili.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Studi successivi dimostrarono che la presenza di <em>Legionella Pneumophil<\/em>a poteva essere riscontrata anche all&#8217;interno di circuiti di torri evaporative e di sistemi di raffreddamento e da qui nebulizzata in ambiente sotto forma di aerosol.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questo fatto mise in luce un pericolo di possibile contaminazione batterica, per taluni impianti di condizionamento le cui prese dell&#8217;aria esterne erano state posizionate nelle immediate vicinanze di emissioni provenienti da torri evaporative.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In anni pi\u00f9 recenti, infine, si \u00e8 consolidata la consapevolezza che gli impianti pi\u00f9 a rischio sono quelli di produzione e distribuzione dell&#8217;acqua calda sanitaria anche in virt\u00f9 del fatto che le concentrazioni residue di disinfettante presenti all&#8217;interno delle reti di distribuzione acquedottistiche, risultano generalmente insufficienti a garantire l&#8217;assenza del batterio dalle reti idriche.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;infezione polmonare definita <em>&#8220;Legionellosi&#8221;<\/em> viene contratta per inalazione di aerosol di acqua contaminata: goccioline di acqua del diametro di 1-5 micron sono state riconosciute essere le pi\u00f9 pericolose in quanto in grado di penetrare in profondit\u00e0 all&#8217;interno degli alveoli polmonari.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A livello di impianti idrico sanitari il rischio \u00e8 presente per lo pi\u00f9 in prossimit\u00e0 dei soffioni delle docce anche se in passato sono stati registrati casi di infezione a seguito di inalazione di aerosol generato dai rompigetto dei rubinetti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;infezione nella maggior parte dei casi colpisce solamente individui gravemente immunodepressi con patologie croniche in atto quali tumori ematici e patologie renali; sottoposti a rischio di infezione risultano, inoltre, gli individui all&#8217;ultimo stadio della sindrome da immunodeficienza acquisita, ed in misura minore soggetti affetti da patologie polmonari croniche nonch\u00e9 anziani.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong><span style=\"color: #3366ff;\">SVILUPPO DELLA LEGIONELLA ALL&#8217;INTERNO DEI CIRCUITI<\/span><\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per poter mettere a punto una strategia di controllo della <em>Legionella Pneumophila<\/em> all&#8217;interno dei circuiti di distribuzione acqua sanitaria \u00e8 necessario innanzitutto prendere coscienza delle condizioni che ne promuovono lo sviluppo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un fattore di prioritaria importanza per la crescita del batterio risulta essere la temperatura dell&#8217;acqua all&#8217;interno dei preparatori d&#8217;acqua calda e delle tubazioni di distribuzione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;intervallo di temperatura ottimale per la crescita del batterio \u00e8 tra i 25 e i 45\u00b0C; al di fuori di questo intervallo per temperature fino a 60\u00b0C e fino a 5\u00b0C il batterio si trova comunque in uno stato quiescente in grado di sopravvivere ma non di moltiplicarsi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La diffusione della<em> Legionella Pneumophila<\/em> ha luogo soprattutto laddove l&#8217;acqua calda viene distribuita con sistemi in ricircolo; il problema risulta pertanto accentuato in strutture pubbliche e private quali ospedali, case di cura, grandi alberghi e carceri dove \u00e8 pressoch\u00e9 indispensabile l&#8217;adozione di tali sistemi per poter mantenere la temperatura dell&#8217;acqua entro i 45\u00b0C a tutte le utenze.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un ulteriore fattore chiave che regola lo sviluppo della <em>Legionella Pneumophila&nbsp;<\/em>risulta essere l&#8217;usura dei preparatori acqua calda; tale fenomeno viene correlato, nella maggioranza dei casi, all&#8217;accumulo di depositi di incrostazioni e di corrosione che si verifica dopo anni di esercizio senza un corretto trattamento dell&#8217;acqua.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La presenza di depositi calcarei e quindi di elementi quali calcio e magnesio favorisce l&#8217;accrescimento del batterio rendendo disponibili i micronutrimenti necessari al sostentamento del batterio e offrendo nel contempo una struttura porosa all&#8217;interno della quale il batterio pu\u00f2 trovare riparo dai disinfettanti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La forma del bollitore inoltre risulta essere determinante per la crescita del batterio; serbatoi verticali sono risultati infatti molto pi\u00f9 soggetti alla contaminazione rispetto a serbatoi di tipo orizzontale.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-266 alignright\" src=\"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/02-Legionella-Stop.jpg\" alt=\"02 - Legionella Stop\" width=\"387\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/02-Legionella-Stop.jpg 329w, https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/02-Legionella-Stop-300x139.jpg 300w, https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/02-Legionella-Stop-250x116.jpg 250w, https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/02-Legionella-Stop-150x69.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 387px) 100vw, 387px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dal punto di vista impiantistico notevole rilevanza presentano, soprattutto all&#8217;interno di grandi reti di distribuzione, tratti di tubazioni terminali e rami morti che favoriscono il ristagno dell&#8217;acqua impedendo di mantenere un residuo di disinfettante necessario al controllo di sviluppi batterici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La <em>Legionella Pneumophila<\/em>&nbsp;\u00e8 in grado di colonizzare numerosi materiali, tra cui i materiali plastici (PVC), gli elastomeri (gomme), i polimerici (polibutilene e polietilene), cos\u00ec come l&#8217;acciaio inox, il legno e, seppur in maniera minore, il rame con concentrazioni che possono arrivare a 10 6 UFC\/cm2.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Le superfici zincate offrono un grado di protezione intermedio fintanto ch\u00e9 i processi corrosivi non portano in soluzione ioni ferro in grado di stimolare energicamente la crescita del batterio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Non \u00e8 casuale infatti che i fenomeni di sviluppo batterico siano decisamente pi\u00f9 ridotti all&#8217;interno dei sistemi distributivi nei quali l&#8217;acqua ha subito idonei processi di trattamento anticorrosivo mediante condizionamento con polifosfati o fosfosilicati a purezza alimentare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Generalmente la presenza del batterio della <em>Legionella<\/em>&nbsp;avviene in concomitanza con lo sviluppo di biofilm all&#8217;interno della rete di distribuzione; il biofilm (figura 2) si forma allorch\u00e9 i batteri adesi alle superfici in un ambiente acquoso rilasciano i prodotti del loro metabolismo dall&#8217;apparenza gelatinosa rendendo cos\u00ec disponibile una barriera fisica contro la penetrazione degli agenti disinfettanti; per questo motivo i batteri presenti nel biofilm risultano pi\u00f9 resistenti agli agenti ossidanti rispetto ai batteri che si trovano, in forma di sospensione, all&#8217;interno dell&#8217;acqua in circolazione nell&#8217;anello di distribuzione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il biofilm \u00e8 in grado di svilupparsi potenzialmente su qualsiasi tipo di superficie immersa in acqua, sia essa biologica come ad esempio piante acquatiche, sia essa di natura inorganica come ad esempio sedimenti presenti sui fondali dei fiumi e dei laghi o, come gi\u00e0 sottolineato, sulle superfici con cui vengono generalmente realizzate le reti di distribuzione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La crescita del biofilm ha luogo generalmente mediante un processo rapido; il movimento dell&#8217;acqua, e quindi la possibilit\u00e0 di ricevere costantemente elementi nutritivi, ne accelera il processo di formazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La causa pu\u00f2 essere derivata da :&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Formazione di deposito calcareo all&#8217;interno di uno scambiatore di calore. All&#8217;interno del calcare la Legionella trova le condizioni ideali per la proliferazione;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Formazione di biofilm all&#8217;interno di una tubazione.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per eliminare queste formazioni si pu\u00f2 utilizzare&nbsp;<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Stazione di dosaggio ipoclorito di sodio;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Stazione di dosaggio sanificante a base di perossido di idrogeno e ioni argento. Il prodotto \u00e8 in grado di demolire il biofilm eliminando le Legionelle presenti all&#8217;interno della rete di distribuzione.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong><span style=\"color: #3366ff;\">&nbsp;METODOLOGIE PER LA BONIFICA DEGLI IMPIANTI CONTAMINATI<\/span><\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In questi ultimi anni si sono andate consolidando diverse metodologie per l&#8217;eliminazione del biofilm e del batterio della <em>Legionella Pneumophila<\/em>&nbsp;dalle reti di distribuzione acqua sanitaria basate su principi fisici, chimico fisici o sull&#8217;utilizzo di specifici prodotti chimici disinfettanti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Lo stato dell&#8217;arte e le numerose sperimentazioni condotte a livello nazionale e internazionale hanno constatato l&#8217;efficacia delle seguenti metodologie:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\">iperclorazione;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">trattamento termico;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">ionizzazione tramite ioni rame ed argento;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">biossido di cloro;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">utilizzo di soluzione stabilizzata di perossido di idrogeno e sali di argento;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">radiazione ultravioletta.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong><span style=\"color: #3366ff;\">IPERCLORAZIONE<\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Gli ipocloriti da decenni sono i disinfettanti pi\u00f9 utilizzati per impedire lo sviluppo di batteri patogeni all&#8217;interno dei circuiti di distribuzione acqua sanitaria.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Concentrazioni di cloro libero pari a 0.2-0.5 mg\/l sono in grado di inattivare le colonie di <em>Legionella Pneumophila<\/em>&nbsp;in sospensione all&#8217;interno del flusso d&#8217;acqua; viceversa colonie adese alle tubazioni o annidate all&#8217;interno di biofilm richiedono concentrazioni di cloro libero superiori a 3 mg\/l.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Negli anni sono andate definendosi sostanzialmente due modalit\u00e0 di disinfezione mediante cloro: la clorazione shock e l&#8217;iperclorazione in continuo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Durante la clorazione shock viene iniettato ipoclorito fino a raggiungere concentrazioni di cloro libero comprese tra 20 e 50 mg\/l; l&#8217;acqua viene fatta ricircolare per un tempo di contatto di 1-2 ore ed infine inviata allo scarico. L&#8217;impianto viene quindi riempito con acqua di reintegro ripristinando le normali condizioni operative.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;iperclorazione in continuo prevede la continua iniezione di cloro fino a raggiungere concentrazioni pari a 1-3 mg\/l, quindi ben superiori a quanto previsto dalla legislazione italiana (0,2 mg\/l di cloro libero).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">I limiti derivanti dall&#8217;utilizzo di cloro in tali procedure sono oggigiorno di comune dominio; il cloro \u00e8 un agente corrosivo per la maggior parte dei materiali con cui vengono realizzati serbatoi e reti di distribuzione. Qualora venga innalzata la temperatura dell&#8217;acqua oltre i 30\u00b0C ha luogo una diminuzione esponenziale di capacit\u00e0 disinfettante unita ad un aumento del rischio di innesco di processi corrosivi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il cloro \u00e8 inoltre in grado di sopprimere la crescita della <em>Legionella Pneumophila<\/em>&nbsp;ma non di eradicare il batterio nel caso in cui esso abbia colonizzato microrganismi cloro-resistenti quali cisti e amebe.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nell&#8217;intervallo di tempo fra due successivi interventi di iperclorazione l&#8217;impianto si presta a fenomeni di ricrescita batterica dovuti al fatto che l&#8217;azione dell&#8217;ipoclorito di sodio sul biofilm \u00e8 parziale pertanto le <em>Legionelle<\/em> presenti all&#8217;interno di detto biofilm sono in grado di sopravvivere al trattamento e di ricontaminare il circuito anche in tempi brevissimi.<\/span><\/p>\n<p>Infine le alte concentrazioni utilizzate nelle operazioni di sanificazione sono in grado di accelerare le reazioni di formazione di sottoprodotti di reazione quali trialometani di riconosciuta cancerogenicit\u00e0 e pericolosit\u00e0.<\/p>\n<p>In grandi strutture \u00e8 da tempo in uso la pratica di alternare trattamenti periodici di iperclorazione con trattamenti di innalzamento termico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #3366ff;\">TRATTAMENTO TERMICO<\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;innalzamento della temperatura dell&#8217;acqua oltre i 60\u00b0C \u00e8 stato il primo metodo utilizzato per limitare lo sviluppo della <em>Legionella Pneumophila<\/em>&nbsp;all&#8217;interno delle reti di distribuzione di grandi strutture.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tale trattamento, in accordo a quanto previsto dalle &#8220;Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi&#8221;, viene effettuato&nbsp; innalzando la temperatura all&#8217;interno dei preparatori d&#8217;acqua calda ed inviando successivamente l&#8217;acqua alle utenze in modo tale da garantire, ai rubinetti pi\u00f9 distanti, una temperatura minima di 60\u00b0C per un tempo di 30 min.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Numerosi ospedali hanno utilizzato questa tecnica in virt\u00f9 del fatto che tale temperatura \u00e8 in grado di ridurre il biofilm ed eliminare le colonie di <em>Legionella.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nonostante l&#8217;evidente vantaggio che un tale metodo ha apparentemente in termini di un costo di gestione ragionevole, tale metodologia possiede per\u00f2 indubbi svantaggi che ne rendono l&#8217;applicazione raramente perseguibile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Innanzitutto l&#8217;innalzamento della temperatura dell&#8217;acqua all&#8217;interno del preparatore a temperature prossime a 70-75\u00b0C richiede efficienze di scambio termico superiori alle potenzialit\u00e0 della maggior parte delle centrali termiche.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Inoltre la presenza di depositi calcarei, possedendo un basso coefficiente di scambio termico, impedisce all&#8217;acqua di raggiungere le colonie di <em>Legionella<\/em> annidate nelle porosit\u00e0 del calcare con una temperatura idonea per la inattivazione del batterio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;innalzamento della temperatura inoltre accelera i processi di precipitazione del calcare all&#8217;interno dell&#8217;impianto ma soprattutto \u00e8 in grado di innescare temibili processi di corrosione sulle tubazioni realizzate in acciaio al carbonio zincato richiedendo in alcuni casi la sostituzione di gran parte della rete di distribuzione a distanza breve tempo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Infine va debitamente sottolineato come una tale soluzione, che per essere efficace deve essere condotta con frequenza elevata, richiede la chiusura dell&#8217;acqua alle utenze a causa dei rischi di contatto. Richiede inoltre la presenza di addetti qualificati ed esperti e interventi da effettuarsi in orari notturni.<\/span><\/p>\n<h3>&nbsp;<\/h3>\n<h3><strong><span style=\"color: #3366ff;\">BIOSSIDO di CLORO<\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il biossido di cloro \u00e8 tra i disinfettanti conosciuti da pi\u00f9 tempo; la sua azione si esplica nei confronti di numerosi microrganismi patogeni anche a basse concentrazioni. Il biossido di cloro nei decenni fino all&#8217;avvento di formulati alternativi (es. miscele stabilizzate di perossido d&#8217;idrogeno e ioni argento), ha rappresentato sostanzialmente l&#8217;unica alternativa sostenibile all&#8217;impiego di ipoclorito di sodio; a differenza dell&#8217;ipoclorito infatti l&#8217;azione di disinfezione non \u00e8 accompagnata da alcuna formazione di THM (trialometani) di comprovata azione cancerogena. Questo fatto ha permesso un rapido sviluppo del biossido di cloro soprattutto in ambito acquedottistico sia in fase di disinfezione primaria sia in fase di disinfezione di copertura per prevenire la ricontaminazione batterica all&#8217;interno delle reti di distribuzione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La sua scarsa stabilit\u00e0 chimica tuttavia non ne permette la commercializzazione come prodotto tal quale e richiede che il biossido venga prodotto in loco da un opportuno generatore a partire da soluzioni di acido cloridrico e clorito di sodio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Negli interventi di bonifica di reti contaminate generalmente il biossido viene prodotto e iniettato a monte del preparatore d&#8217;acqua calda monitorandone in linea la concentrazione di prodotto residuo in modo da garantirne un minimo di 0,3-0,4 mg\/l nei punti pi\u00f9 distali. L&#8217;esperienza acquisita in questi anni ha permesso di individuare nel dettaglio i vantaggi e gli svantaggi di questa tecnologia.<\/span><\/p>\n<p>PRINCIPALI VANTAGGI<\/p>\n<p>MAGGIOR POTERE OSSIDANTE A BASSE CONCENTRAZIONI<\/p>\n<p>RIDOTTI TEMPI DI CONTATTO PER ESPLETARE L\u2019AZIONE<\/p>\n<p>ASSENZE DI REAZIONI CON LO IONE AMMONIO E BROMURO<\/p>\n<p>EFFICACE AZIONE BIOCIDA<\/p>\n<p>ELEVATA STABILITA\u2019 NEL TEMPO<\/p>\n<p>NESSUN RISCHIO DI CORROSIONE<\/p>\n<p>SENSIBILE RIDUZIONE DEI FENOMENI DI ALTERAZIONE DEI PARAMETRI ORGONOLETTICI<\/p>\n<p>MAGGIORE POTERE GERMICIDA AD AMPIO SPETTRO ED IN UN ELEVATO INTERVALLO DI PH<\/p>\n<p>Il&nbsp; biossido di cloro ha un pH neutro (non corrode come il sistema tradizionale di clorito di sodio e acido cloridrico).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>elimina anche la legionella e il biofilm<\/strong><\/li>\n<li><strong>non ha l\u2019odore tipico del cloro, anzi nelle piscine ne elimina l\u2019odore<\/strong><\/li>\n<li>Il biossido di cloro elimina molto pi\u00f9 efficacemente rispetto al tradizionale cloro, batteri, virus, spore, ecc. ovvero elimina ci\u00f2 che il cloro lascia<\/li>\n<li>L&#8217;effetto sporicida e virucida del biossido di cloro \u00e8 molto elevato rispetto ad un uguale concentrazione di cloro<\/li>\n<li>Il biossido di cloro non ha una reazione con l&#8217;ammonio NH4+&nbsp; o con i leganti dell&#8217;ammonio, a differenza del cloro che crea le ammine che hanno un effetto negativo per la sanificazione dell&#8217;acqua potabile<\/li>\n<li>Utilizzando il biossido di cloro si evita la formazione di sostanze indesiderate e dannose come gli idrocarburi alogeni (Trihanomethani)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Al contrario del cloro il biossido di cloro ha una velocit\u00e0 d&#8217;eliminazione dei germi che aumenta con l&#8217;aumento del valore pH<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong><span style=\"color: #3366ff;\">IONIZZAZIONE TRAMITE IONI RAME E ARGENTO<\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In anni recenti \u00e8 stata messa a punto una metodologia basata su un processo di ionizzazione di&nbsp; metalli pesanti ad azione battericida e batteriostatica quali ioni rame e argento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La carica positiva del rame e dell&#8217;argento \u00e8 in grado, infatti, di generare un legame di tipo elettrostatico con la parziale carica negativa situata sulla membrana cellulare dei batteri portando ad un&#8217;alterazione dei processi di diffusione attraverso la membrana stessa e quindi nel tempo al collasso del batterio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;apparecchiatura utilizzata in questo caso introduce all&#8217;interno del circuito, in corrispondenza dell&#8217;anello di ricircolo, concentrazioni di ioni che vengono mantenute intorno ai 0,2-0,4 mg\/l per il rame e 0,02-0,04 mg\/l per l&#8217;argento e quindi al di sotto delle concentrazioni massime consentite dalla legislazione per un&#8217;acqua destinata al consumo umano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Le esperienze condotte fino ad oggi hanno dimostrato che il trattamento mediante ionizzazione rame e argento seppur in grado di ridurre le colonie di <em>Legionella Pneumophila<\/em> presenta considerevoli limiti dovuti al periodico sporcamento degli elettrodi, all&#8217;accumulo di depositi di incrostazione all&#8217;interno dell&#8217;apparecchiatura utilizzata e quindi alla necessit\u00e0 di frequenti interventi di manutenzione ed alla diminuzione di efficacia su acque aventi pH &gt;8.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Oltre a&nbsp; ci\u00f2 l&#8217;addizione di ioni rame ed argento in elevate concentrazioni all&#8217;interno delle reti di distribuzione realizzate in acciaio zincato \u00e8 in grado in breve tempo di innescare pericolosi fenomeni di corrosione con asportazione dello strato di zincatura e conseguente rilascio di ossidi metallici nell&#8217;acqua distribuita all&#8217;utenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tale metodica richiede infine un costante monitoraggio delle concentrazioni di ioni argento e rame; l&#8217;analisi di tali elementi richiede la presenza di un tecnico specializzato e l&#8217;utilizzo di costose apparecchiature da laboratorio, quali ad esempio uno spettrografo di assorbimento atomico.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong><span style=\"color: #3366ff;\">UTILIZZO DI SOLUZIONE STABILIZZATA DI PEROSSIDO DI IDROGENO E SALI DI ARGENTO<\/span><\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un&#8217;interessante, ed ormai consolidata metodologia per l&#8217;eliminazione del biofilm e del batterio della <em>Legionella Pneumophila<\/em> risulta essere l&#8217;impiego di una soluzione stabilizzata a base di perossido di idrogeno e sali di argento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">I due principi attivi agiscono nel prodotto in forma sinergica con un meccanismo complementare in grado di demolire radicalmente il materiale proteico del biofilm, penetrare in profondit\u00e0 e inattivare i microrganismi, ivi compreso il batterio della <em>Legionella.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il perossido di idrogeno in particolare agisce con un&#8217;azione ossidativa sul materiale proteico mentre gli ioni argento, cos\u00ec come anticipato precedentemente, intervengono creando un legame di natura elettrostatica con la membrana cellulare, portandola in breve tempo alla morte. Gli ioni argento possiedono inoltre una spiccata attivit\u00e0 batteriostatica in grado di inibire per lungo tempo fenomeni di ricrescita batterica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;intervento di sanificazione pu\u00f2 essere realizzato mediante un trattamento shock o mediante dosaggio in continuo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il trattamento shock prevede il riempimento dei preparatori di acqua calda e dell&#8217;intera rete di distribuzione mediante una soluzione di prodotto in modo che vengano raggiunte anche le utenze pi\u00f9 remote ed i tratti di tubazione terminali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dopo un tempo di contatto di 8-10 ore viene verificata la concentrazione residua di prodotto alle singole utenze. Si provvede quindi all&#8217;invio del contenuto di acqua allo scarico ed al&nbsp; ripristino delle condizioni operative del circuito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Risultati ancor pi\u00f9 soddisfacenti si ottengono effettuando un dosaggio in continuo con basse concentrazioni a monte del preparatore d&#8217;acqua calda; la sanificazione completa del circuiti in questo caso richiede dalle due alle tre settimane. La concentrazione di prodotto utilizzata \u00e8 funzione dello stato di contaminazione del circuito ed in genere si attesta tra i 15 e i 20 mg\/l a monte del preparatore d&#8217;acqua calda verificando che nell&#8217;anello di ricircolo sia presente un residuo minimo di 10 mg\/l.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quest&#8217;ultima metodologia possiede indubbi vantaggi rispetto ai metodi di intervento tradizionali; a differenza dell&#8217;iperclorazione e del trattamento termico infatti \u00e8 in grado di demolire radicalmente il biofilm e quindi aggredire le colonie di <em>Legionella<\/em>&nbsp; annidate all&#8217;interno dell&#8217;impianto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questa tecnica inoltre, a differenza dell&#8217;impiego di ipoclorito di sodio e di biossido di cloro, non produce alcun sottoprodotto di reazione pericoloso per la salute umana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per effettuare il risanamento \u00e8 necessaria solo una semplice stazione di dosaggio provvista di contatore lancia impulsi a beneficio di un costo di investimento e di manutenzione estremamente ridotti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il prodotto infine essendo inodore garantisce al consumatore un&#8217;acqua oltrech\u00e9 salubre e sicura anche priva di quei sgradevoli odori o sapori che si ritrovano a seguito dell&#8217;impiego di ipoclorito di sodio o biossido di cloro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;utilizzo di prodotti chimici, infatti, \u00e8 in grado di intervenire su una situazione pregressa dell&#8217;impianto riuscendo a eliminare il biofilm e le colonie batteriche adese all&#8217;interno della rete di distribuzione anche a notevole distanza dal punto di installazione della lampada a raggi ultravioletti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Una recente sperimentazione condotta all&#8217;interno ospedali americani ha voluto verificare l&#8217;efficienza delle lampade a raggi ultravioletti posizionate ai punti d&#8217;uso, ovvero nelle immediate vicinanze delle utenze (soffioni delle docce e perlatori). Tale applicazione, pur&nbsp; positiva nei risultati, ha richiesto l&#8217;installazione a monte di ogni singola lampada di un filtro a capacit\u00e0 filtrante 5 micron in grado preservare le lampade da precoci fenomeni di sporcamento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Una seconda possibilit\u00e0 vede l&#8217;installazione della lampada a raggi ultravioletti a valle del preparatore d&#8217;acqua calda; quest&#8217;ultima soluzione \u00e8 in grado di inattivare con ottimi risultati le colonie di batterio mobili all&#8217;interno del flusso dell&#8217;acqua richiedendo minori interventi di manutenzione per la pulizia dei&nbsp; quarzi e dei bruciatori.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ancora una volta fondamentale risulta la presenza di un idoneo trattamento antincrostante ed anticorrosivo dell&#8217;acqua sull&#8217;intera rete di distribuzione in modo da prevenire la formazione di depositi, prolungare la durata delle apparecchiature e l&#8217;intervallo di tempo tra due manutenzioni successive.<\/span><\/p>\n<h2>&nbsp;<\/h2>\n<h2><strong><span style=\"color: #3366ff;\">DEBELLARE LA LEGIONELLA<\/span><\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il problema della presenza della<span style=\"color: #000000;\"> <em>Legionella Pneumophil<\/em>a<\/span> e del biofilm all&#8217;interno dei circuiti di acqua calda sanitaria risulta essere articolato e richiede sempre pi\u00f9 attente competenze in termini di monitoraggio dei circuiti, ricerca di soluzioni tecniche ed investimenti.<\/h3>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Oggigiorno le tradizionali&nbsp; metodologie quali iperclorazione e shock termico vengono confrontate con soluzioni alternative promettenti quali micro dosaggi di ioni, utilizzo di prodotti alternativi quali perossido d&#8217;idrogeno e ioni argento e radiazioni ultraviolette.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Spesso i risultati pi\u00f9 soddisfacenti si ottengono dall&#8217;abbinamento di pi\u00f9 metodologie; \u00e8 comunque implicito che l&#8217;efficacia del processo di sanificazione dipende anche da numerosi altri fattori quali una minuziosa pulizia dei serbatoi, dei boiler e delle tubazioni o la sostituzione periodica dei soffioni delle docce e dei perlatori di ogni singola utenza e la presenza di un corretto trattamento dell&#8217;acqua come prescritto dalle leggi e dal buon senso.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Ti servono Informazioni?<\/strong><\/span><\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link has-white-color has-text-color has-link-color wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/contatti\">CONTATTACI<\/a><\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Negli ultimi tempi stiamo assistendo al moltiplicarsi di iniziative volte ad affrontare il problema sempre pi\u00f9 complesso dello&nbsp;sviluppo biologico all&#8217;interno delle reti di distribuzione idriche e alle implicazioni di \u2026 <a class=\"continue-reading-link\" href=\"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/prevenzione-e-bonifica-degli-impianti\/\">Continua <span class=\"meta-nav\">&rarr; <\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-188","page","type-page","status-publish","hentry"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/188","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=188"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/188\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":539,"href":"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/188\/revisions\/539"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.legionellastop.eu\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=188"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}